La Spagna pronta a riprendersi Gibilterra in caso di Brexit


 
Di admin
 
La Spagna pronta a riprendersi Gibilterra in caso di Brexit
 

 

 

 

Non succedeva da quasi mezzo secolo, un premier britannico nell’ultima colonia d’Europa. La visita di David Cameron a Gibilterra di giovedì scorso è stato un evento storico, prima di lui soltanto Harold Wilson nel 1967 (ma non aveva messo piedi a terra, limitandosi a un incontro su una portaerei) e prima di lui Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale (dopo aver ordinato l’importazione di centinaia di scimmie, che ancora oggi popolano la Rocca).



Un fatto inedito, quindi, da quando la frontiera con la Spagna è stata riaperta, nel 1985, ma gli eventi sono eccezionali: Brexit sarebbe un disastro politico ed economico per il piccolo possedimento nel cuore dell’Andalusia. I traffici, messi pesantemente in discussione da parte spagnola, verrebbero ostacolati con la chiusura del confine e con la formazione di una dogana ben più rigida di quella di oggi. Difficoltà immani si prevedono anche per i 30 mila frontalieri provenienti da una delle zone a più alto tasso di disoccupazione (la provincia di Cadice) che ogni giorno attraversano il confine per andare lavorare a Gibilterra. Insomma, la paura da queste parti è tanta e gli elettori (pur se tradizionalisti) domani voteranno compatti per la permanenza nell’Ue.



LA RABBIA SPAGNOLA

Non è un caso, quindi, che nella sua campagna elettorale Cameron sia volato fino a qui, prendendo il rischio di irritare gli spagnoli, che giudicano un "anacronismo coloniale" questo possedimento. La gita di Cameron non è andata bene, ma Gibilterra non c’entra: appena arrivato al piccolo aeroporto della Rocca, il premier inglese è stato avvertito dell’aggressione alla deputata laburista Jo Cox, una tragedia che ha costretto gli organizzatori a sospendere le storiche cerimonie, ripiegando su una riunione con i politici locali senza troppa enfasi in un albergo. Al di là della drammatica coincidenza, la Spagna, pur nettamente contraria alla Brexit, si è seccata: «Una visita straordinariamente inopportuna», gli ha mandato il ministro degli esteri di Madrid José Manuel García-Margallo, uno mai tenero con "la colonia". Anche il premier Mariano Rajoy ha criticato gli alleati inglesi, reiterando il motto di sempre: «Gibilterra spagnola».



I PIANI DI MADRID

Dietro alle schermaglie burocratiche (il governo si è nuovamente rivolto anche all’Onu), la Spagna starebbe preparando un piano: in caso di vittoria della Brexit Gibilterra potrebbe tornare sotto l’orbita di Madrid attraverso una "sovranità condivisa", una formula a oggi molto vaga, già discussa a suo tempo in un negoziato tra Tony Blair e José Maria Aznar. Sulla Rocca la prospettiva fa paura: «Se perdiamo il referendum la Spagna ci aggredisce», dice il premier Fabian Picardo.



 

 

 

Autore: francesco olivo

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/06/22/esteri/gibilterra-teme-la-brexit-senza-lue-la-spagna-ci-aggredisce-EGQfvpjpFXjevwi9ffjdgI/pagina.html

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